Una banda di musicisti mentalmente
nomadi
che emana ritmi balcanici
Mauro Punteri: voce, chitarra acustica
Michele Bregant: sax tenore, clarino
Adriano Coco: violino, voce
Jvan Moda: batteria, percussioni
Davide "Virus" Drius: fisarmonica e voce
Oscar Schwander: basso elettrico
Alan Malusà Magno: chitarra elettrica, voce
Alessandro: tecnico audio

Size: 3,1 Mb - Length: 1'30"
BYE BYE BOMBE, così si intitola il primo lavoro discografico
dei KOSOVNI ODPADKI. Chiamarlo semplicemente CD risulta riduttivo, si
tratta di un vero e proprio progetto che vuole essere uno sguardo sul
mondo traballante che si sta costruendo, uno sguardo che parte da un
osservatorio privilegiato: Gorizia ed il Friuli, una terra di frontiera
dove si sono da sempre incontrati popoli e mondi diversi.
Kosovni Odpadki, è un nome sloveno che significa “Cassonetti”,
ovvero grandi contenitori ove buttare per sempre le cose che non si
usano più (vecchie radio, televisioni fuori uso, poltrone...).
Essi diventano per loro i grandi cassoni delle cose dimenticate dai
quali attingere musiche, storie, poesie e tradizioni ormai cadute in
disuso, ma che hanno ancora molto da raccontare ed insegnare.
Testi e suoni , mescolando le lingue del territorio, si rincorrono e
si intrecciano in un turbinio travalicante il senso di appartenenza
alle diverse comunità etniche (italiana, slovena, friulana, ebraica)
troppo spesso segnate da chiusure, odi e rendite di potere. La volontà
artistica e culturale dei K.O. è quella di voler fare della musica
che scavalchi ogni frontiera, chiunque la ascolti senta qualcosa che
gli appartenga, che faccia parte del suo background e che possa apprezzare
la facilità con cui le proprie radici si integrano musicalmente
con altre culture.
Con le loro canzoni vogliono rappresentare la multiculturalità
di una terra come quella friulana ed in particolare della loro città
Gorizia, ma gettano anche le basi per una visione diversa del confine
fra Gorizia e Nova Gorica, da qualche mese finalmente caduto, fino a
qualche tempo fa il muro di divisione rappresentava il baluardo della
civiltà occidentale contro il modo dei trinariciuti, dei marziani!
In generale è stato un enorme non-vissuto,
una fuga nell’agorafobia, la paura degli spazi aperti.
Ai kosovni Odpadki, invece, questi spazi piacciono, li hanno vissuti
non come limite o confine ma come frontiera e quindi come luogo da esplorare
e conoscere.
CURRICULUM
2001
- La trasmissione Caterpillar (Radio Rai 2) ha ininterrottamente trasmesso
i brani “Bye bye bombe” e “Ciganski Bobici”
2002
- Il brano “Une le lune” è stata per svariati mesi
lasigla di chiusura della trasmissione Demo (Radio Rai 1).
2003
-Hanno partecipato all’ importante Festival denominato Caterraduno,
organizzato dalla trasmissione Caterpillar . (Radio Rai 2) presso Sant’Arcangelo
di Romagna, con diretta Rai su Radio 2.
- Tour estivo 2003 in Italia, Svizzera, Slovenia, Croazia, organizzato
da : Dell’Amore Management.
- Kosovni Odpadki, ospiti al prestigioso Premio Tenco 2003, presso il
Teatro Ariston di SanRemo.sono il primo gruppo friulano ad essere stato
invitato.
2004
- Viene pubblicato il primo cd dei Kosovni Odpadki “Bye bye bombe”
su etichetta Alfa Music/Rai Trade.
- Tour estivo 2004 in Italia, Slovenia, Svizzera organizzato da: Dell’Amore
Management.
- Il gruppo friulano viene inoltre selezionato per il concorso europeo
delle lingue minoritarie “Liet Alternative . Song Contest”
che si tiene presso Leeuwarden in Frisia, Olanda.
2005
- Tour in Italia ed Europa
INTERVISTA DI STEFANO DEVOTI
7/06/2004
Kosovni Odpadki: contrabbandieri musicali
dalla frontiera orientale
Alla scoperta di un gruppo fuori dal comune che viene da una terra
"ad
Est del Nord-Est"...
Sono friulani e hanno un nome sloveno che significa “cassonetti”;
sì, quelli della spazzatura dove, in epoca di globalizzazione,
di consumismo sfrenato e di spreco sistematico di risorse, ci finiscono
anche cose che se valorizzate diventano piccoli tesori: una radio ancora
funzionante, un comodino scolorito, una bicicletta arruginita oppure
musiche dal suono antico o lingue dimenticate dal mondo. I K.O. sono
figli di un movimento culturale che in Friuli da tempo “vive”
la diversità come risorsa e non come barriera, utilizzando lingue,
suoni, immagini “dimenticate” ma ancora vive e con tante
cose da raccontare. Li abbiamo incontrati in occasione dell’uscita
del loro primo disco.
D:Il 2003 è stato un anno che vi ha visti protagonisti su piu'
fronti: più volte invitati a suonare dal vivo a Caterpillar (trasmissione
cult di Radio Rai Due) dove per un anno intero hanno martellato l'Italia
con il vostro pezzo Bye Bye Bombe, ospiti al premio Tenco, concerti
in tutta Italia ma anche oltreconfine... Da pochi giorni è uscito
il vostro disco prodotto da RaiTrade. Avete un nome che ci si mette
un mese ad impararlo e nei vostri pezzi usate idiomi astrusi ai più
(friulano e sloveno)... Ci raccontate un po' come è partito tutto
questo? Chi siete , da dove venite, dove andate, un fiorino...?
R:"Per quanto i K.O. possano sembrare un fenomeno musicale "bizzarro",
non sono altro che la punta dell'iceberg di un fermento culturale che
esiste in Friuli dall'inizio degli anni '90; nasce da realtà
come Usmis [Ndr: movimento friulano di avanguardia culturale], Radio
OndeFurlane, i poeti Trastolons... tutte situazioni che purtroppo hanno
fatto fatica ad uscire dalla nostra provincetta decentrata, ma che hanno
tracciato una strada ben precisa, volta al mescolamento di lingue ed
elementi tradizionali in maniera rivoluzionaria e non folkloristica.
Noi ci sentiamo un po’ i figli degeneri di queste realtà.
Per quanto riguarda l'organico proveniamo tutti da altre band "affini"
ed abbiamo provato a mettere insieme una "all star band" dei
gruppi friulani più importanti che in questi anni hanno operato
in questo senso (Zuf de Zur, Arbe Garbe, Inzirli, Pantan...)"
D:Batterista rock, bassista hard-core, chitarrista combat-folk, cantante
che canta anche in Yiddish, e poi un violinista, un fisarmonicista,
un sax e una tromba... Ragazzi, in che casellina vi mettiamo? Combat
Folk? O dobbiamo crearne una apposita: Etno-balkan-punx? World-Punk-Music?
E già che ci siamo, che musica ascoltate?
R:"Stiefin... cheppalle questi incasellamenti, per un gruppo come
il nostro è quasi impossibile trovare una definizione... Sicuramente
vanno bene tutti i generi che hai citato; aggiungere solo una spruzzata
di sano pop e un'inguaribile attitudine dissacratoria che ci impedisce
sempre di prenderci troppo sul serio.
Ascoltiamo i generi più differenti, diciamo che la sezione ritmica
(basso/batteria/chitarra) risente fortemente di un background punk rock,
mentre gli strumenti solisti (fisa/violino/sax) sono più legati
a un passato folk, kletzmer, balcanico..."
D:Parliamo del disco: un bell'oggettino, sonorità che funzionano,
produzione prestigiosa, distribuzione capillare. Cos'è che vi
augurate che succeda e cosa sperate che non accada?
R:"Sì, a guardarlo può sembrare una produzione super-dispendiosa,
ma grazie al centellinamento del lavoro e al sacrificio di qualche amico
fidato siamo riusciti ad avere un rapporto investimento/risultato che
noi stessi stentavamo a credere di poter ottenere. A questo punto speriamo
succeda tutto quello che può succedere, ovviamente di buono;
cosa speriamo che non accada ? Che non accada niente....!!"
D:A proposito: quando è uscito?
R:"I primi di giugno con distribuzione da parte di Egea. La presentazione
“ufficiale” del cd è stata per la serata di martedì
8 giugno al club Alpheus di Roma."
D:Ok, per la musica il discorso è abbastanza chiaro: resta un
po’ oscuro il senso dei testi, per ovvie ragioni di registro linguistico...
Ci raccontate un po’ per sommi capi di cosa si parla nelle canzoni
del disco? Li scrivete voi i testi?
R:"Molti dei testi sono il frutto di collaborazioni con poeti friulani
o istriani. In particolare quelle che hanno dato i maggiori frutti,
e che per noi hanno significato serate intere passate davanti a qualche
bottiglia di buon vino bianco a discutere di testi e musica, sono state
quelle con Stefano Moratto e Roberto Dobran. In particolare Stefano
è l’autore di "Bye Bye Bombe", il nostro “manifesto”
culturale e primo brano partorito dai Kassonetti, mentre Roberto, la
nostra anima slava errante, è l’autore di "Lidi Ma
Caje", canzone dedicata ad una donna partigiana di nome Lidia che
ha combattuto in questi luoghi. Tutto questo rispecchia un po’
la “filosofia” dei Kosovni: una banda di poeti e musicisti
di frontiera che attingono ai tanti tesori che queste terre nascondono
e che, un bel giorno, decidono di contrabbandarli, di regalarli a quanta
più gente possibile. I nostri testi raccontano queste e tante
altre storie e crediamo che la cosa migliore sia andarseli a scovare
rovistando nel nostro sito o dentro il libretto del cd."
D:In realtà un paio di brani in italiano li cantate: uno è
una versione particolare di “Giovinezza” che dal vivo suonate
con un naso rosso da pagliaccio... e poi in un altro pezzo mi parlate
di “partizanke”.... Mbeh? Ma che fate...? Prendete posizione?!?!?!?!
R:"All’interno del gruppo abbiamo tutti delle idee abbastanza
“forti” sulla situazione storico-politica attuale, sul destino
del mondo, etc. In parte si possono forse facilmente evincere dal nostro
atteggiamento, dalla nostra linea artistica; dopotutto la stessa scelta
di cantare in 2 lingue minoritarie è sicuramente un forte segnale
politico.
C’è da dire che comunque siamo più inclini alla
“provocazione politica” che alla politica vera e propria.
Per intenderci non vogliamo fare i 99Posse; ci è più congeniale
essere dissacranti e provocatori."
D:L'utilizzo delle lingue friulana e slovena nei testi non è
solo un esercizio di stile, mi sembra di capire. Cos'è che vi
ha spinto ad utilizzarle?
R:"Siamo così! Abbiamo sempre cantato le nostre lingue e
crediamo che ci sia una ricchezza straordinaria nel patrimonio linguistico
della nostra regione.
Ci piace (non ci conviene affatto) l'utilizzo di queste lingue! Prima
parlavamo di influenze Balcaniche, Kletzmer, Punk (e potrei andare avanti);
per noi è stato necessario inserire in mezzo a questo minestrone
di influenze "globbali" un elemento distintivo e solo nostro,
la lingua appunto.
E poi la voce porta avanti il messaggio e per noi è naturale
dare voce alle lingue che ci hanno circondato fin da bambini.
D:Perchè dite che non vi conviene? Che problemi vi ha portato
usare lingua minoritarie nei testi?
R:"Sarebbe un discorso molto lungo e affascinante da affrontare,
c’è ancora molta chiusura rispetto ad alcuni idiomi di
“serie B”, ti basti pensare che in giro per la penisola
rischi di essere considerato quasi un leghista solo perché usi
la lingua che i tuoi genitori ti hanno insegnato. A noi piace pensare
che sia la nostra particolarità, ciò che ci rende un gruppo
unico nel panorama “nazionale”."
D:Gira voce che durante l'inverno abbiate rifiutato un invito alla puntata
goriziana del megashow televisivo di Panariello "Torno Sabato...
e tre!" sui RaiUno. I casi sono due: o siete pazzi oppure, se vi
conosco bene, quella sera qualcuno di voi doveva imbottigliare qualche
damigiana di vino (con tutto quello che segue...). C'è gente
che venderebbe gelati ai pinguini pur di apparire qualche minuto a fianco
di nani e ballerine del sabato sera.
R:"Non è “proprio” vero che abbiamo rifiutato,
abbiamo avuto dei contatti ma troppo tardi. In realtà non sapevamo
bene cosa fare, effettivamente molto sarebbe dipeso da come ci avrebbero
presentati, in tv la forma con cui vieni "offerto" al pubblico
può far stravolgere il senso di quello che fai. Certo che nessuno
di noi si è strappato le vesti urlando la sua rabbia! In ogni
caso nessun rimpianto anche perché evidentemente le cose dovevano
andare così!
E poi come dici tu, da buon friulano intenditore, imbottigliare il vino
richiede il suo tempo, grande attenzione e naturalmente alcuni necessari
assaggi. È un rito e come tutti i riti va scrupolosamente rispettato.
Meglio così, saremmo sicuramente arrivati in ritardo!"
D:Vivete in un posto che è a ancora più a Est del NordEst:
il Friuli, luogo dove si mescolano genti, lingue e culture diverse.
Cosa c'è di questo nella vostra musica?
R:"C'è il senso di quello che facciamo. Vogliamo che la
nostra musica diventi terra di scambio e di passaggio. Che le genti
si mescolino ascoltando le nostre canzoni in modo da sentirsi tutti
un po' più vicini. Quello che vogliamo è fare una musica
che travalichi ogni frontiera. Sarà retorico, banale e già
sentito, ma vorremmo che chiunque la ascolti senta qualcosa che gli
appartenga, che faccia parte del suo background e che possa apprezzare
la facilità con cui le proprie radici si integrano musicalmente
con altre culture, meglio se apparentemente incompatibili. La sonorità
delle lingue è una cosa che teniamo molto in considerazione,
perché si possono mescolare, disfare e ricostruire pensieri "multietnici"
con semplicità. E nella musica è ancora più facile,
se fai suonare a Oscar (Ndr: il bassista HardCore] qualunque pezzo Klezmer
stai sicuro che ne uscirà qualcosa di sonoramente strabiliante.
La grande forza del gruppo è che ognuno di noi riesce a mettere
nel Kassonetto ciò che ha seguendo il suo stile. Chiaramente
poi quello che esce è questa musica ricca a cui non si può
dare precisamente un nome, ma che spero la gente sappia apprezzare."
D:A pochi chilometri da voi c'è un confine che per decenni è
stato il baluardo della civiltà occidentale contro l'invasione
dei trinariciuti (almeno questo mi raccontavano da piccolo...); come
si con-vive con questo gravoso ruolo?
R:"È vero, per molte persone questo confine è significato
proprio questo: i trinariciuti, i comunisti che mangiavano i bambini,
i marziani! In generale è stato un enorme non-vissuto, una fuga
nell’agorafobia, la paura degli spazi aperti! A noi, invece, questi
spazi piacciono, li abbiamo consunti perché da sempre fanno parte
del nostro io più intimo e li abbiamo vissuti non come limite
o confine, ma come frontiera e quindi come luogo da esplorare. In tutto
questo hanno avuto un ruolo importante anche i nostri legami parentali,
il nostro sangue mescolato. Siamo dei "natural born bastards"
di vera origine controllata, come il vino che amiamo e come la musica
che suoniamo che non puoi costringere dentro degli angusti confini,
ma ha bisogno di aria, di ossigeno per esplodere."
D:Se qualcuno avesse la bella pensata di venire a ballare ad un vostro
concerto quest’estate... avete già qualche data in programma?
R:"Più di qualche data. In ogni caso per gli appuntamenti
il suggerimento è quello di visitare il sito dei Kosovni o quello
del Dell'Amore Management che sta lavorando per noi"
Buine furtune, fantats!/Srecno fantje!/Buona fortuna, ragazzi!
"Ae salût!/Na Zdravlje!/Alla salute! ...e buona musica a
tutti!"
Stefano Devoti