
MUSAFIR
I Gitani del Rajasthan
Fachiri, funamboli, acrobazie,
musiche e danze indiane
Hameed Khan (tabla, direzione musicale)
Khatu Sapera (danza)
Bal Chand (fachiro, danza, mangiafuoco)
Sadik Khan (sarangi, kartal, canto)
Sawan Khan (canto)
Sardar Khan (canto, harmonium, sarangi)
Firoz Damami (Kartal, Jews harp, Bhapang)
Lom Nath (flauto doppio)

Size: 2,2 Mb
- Length: 1'19"
Ai confini dell'India, del Pakistan e dell'Afghanistan si trova il Rajasthan
- che in sanscrito significa "Paese dei Principi" - e il suo
deserto, il deserto di Thar.
E' forse a causa dell'aridità dell'ambiente che, nella notte
dei tempi, i suoi abitanti hanno lasciato le bellezze del luogo per
spostarsi verso occidente, attraversando il Caucaso, l'Iran, la Turchia,
spingendosi fino all'Europa dando il via alla migrazione del popolo
rom.
Coloro che, qualche anno fa, hanno visto il magnifico film di Tony Gatlif
Latcho Drom non ne hanno certo dimenticato le immagini iniziali:
una distesa di sabbia, un albero e un gruppo di musicisti che suonano
per tutta la notte per festeggiare un matrimonio, così come si
fa ancora solo in quei paesi che sono divenuti la memoria vivente del
nostro passato, dove il tempo sembra sospeso, riempito solo di musica.
I Gitani del Rajasthan, musicisti nomadi, ci riportano proprio sulle
strade del nord ovest dell'India, là dove affondano le autentiche
radici dei gitani. Erano nomadi provenienti dal deserto di Thar ed appartenevano
a parecchie caste come quella dei Sapera-kalbelya (incantatori di serpenti)
o quella dei Langa (rinomati poeti). Vi erano musicisti classici sufi
e musulmani, cantastorie indù, artisti di strada, tutti riuniti
in un'unica fusione di tutti i colori del Rajasthan, in un gran pot-pourri
musicale e visivo d'ispirazione circense.
Il loro spettacolo è infatti un vero circo musicale, ma anche
una combinazione unica di culture: araba, indiana e gitana; una combinazione
nella quale i musicisti danno il ritmo ad un mondo incantato che comprende
numeri di danza, spettacoli di circo, giochi acrobatici col fuoco, nonché
affascinanti giochi d'equilibrio e di destrezza.
Insomma, uno spettacolo da scoprire, con il quale i Gitani del Rajasthan
invitano a percorrere a ritroso, insieme a loro, la strada delle carovane
sull'onda dei ritmi febbrili di una musica popolare che evoca il fascino
misterioso di una terra ricca e immaginaria. Anche la musica che eseguono
i Gitani del Rajasthan è misteriosa, tribale e d'origine vocale,
vicina al qawwali (la musica sacra pakistana) ma con un idioma politeista
inter-religioso.
La direzione artistica dello spettacolo è affidata a Hamed Khan,
maestro di tabla.
Incisioni
1997 - Gypsies of Rajasthan - Blue Flame BMG 398 50062
2002 - Barsaa - Blue Flame BMG 398 50542
