(Romagna)

Tàca Zaclén

Alle origini della musica tradizionale romagnola

Valzer, polche, makurche, manfrine e galop
dal repertorio tradizionale di Carlo Brighi detto Zaclén

Davide Castiglia - violino
Massimiliano Rossi
- clarinetto in do
Federico Martoro
- chitarra
Roberto Bartoli
- contrabbasso

[...] Giù sfrena l’orgia dionisiaca del ballo campestre che vorrebbe continuare inesauribilmente e da cui sorge, nel breve intervallo di riposo, il grido, divenuto ormai proverbiale, che sa più di comando che di invito: «Tàca Zaclén!» (A. Spallicci, 1912)

Nella seconda metà dell’Ottocento Carlo Brighi, detto Zaclén, violinista e compositore romagnolo, fu protagonista di un fenomeno inedito: la fusione della musica da ballo della tradizione contadina con le nuove danze di coppia provenienti dall’Austria.

Le composizioni di Zaclén, tutte datate tra il 1870 e il 1915, mescolano il ballo saltato delle aie contadine con il valzer dei saloni viennesi e sono oggi considerate il nucleo originario da cui successivamente ha tratto ispirazione il moderno ballo liscio: in questo senso rappresentano le radici della musica popolare romagnola.

Il repertorio proposto dal quartetto Tàca Zaclén vuole omaggiare la produzione musicale di Brighi ed è frutto di un attento spoglio d’archivio nel Fondo Brighi della Biblioteca Comunale di Forlì, nella quale sono conservate 21 raccolte di parti musicali, per un totale di 831 composizioni manoscritte del musicista romagnolo.

La filologia è rispettata non solo nell’esecuzione dei brani, che nulla concede ad interpretazioni contemporanee, ma anche nella formazione strumentale: il quartetto composto da violino, clarino in do, chitarra e contrabbasso era tra le formazioni tipo delle orchestre tradizionali da ballo romagnole.

Il carattere popolare e al tempo stesso raffinato delle composizioni originali fa di Tàca Zaclén un quartetto che si presta ad un ascolto sia colto che popolare e che in ogni caso trascina il pubblico in un’atmosfera d’altri tempi, su note che fanno danzare l’udito!