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Nata a Mashhad,
una città dell’Iran dell’est da padre afgano e da madre
iraniana, la cantante vive, fin dal periodo dei suoi studi della musica
classica, a Vienna dove, attualmente, si dedica principalmente all’interpretazione
della musica orientale. Gli album prodotti offrono una panoramica dei
suoi programmi musicali.
“ Songs from Afghanistan” propone oltre ad antichi canti tradizionali
anche Ghazal, canzoni d’amore e Qawwali, canti religiosi, molto
diffusi anche in India e in Pakistan. La musica è suonata con classici
instrumenti afgani come il robad, l’harmonium il damburre e le tabla.
Nell’album “Music of the Persian Mystics” Jooya interpreta
testi dei mistici persiani del 1200 e del 1300 su musiche composte dal
virtuoso del tar, l’iraniano Majid Derakhshani. Questi arrangiamenti
si basano sulla musica classica persiana con i suoi tipici strumenti:
il tar, il setar, il daf e il ney. Inoltre, con il violoncello, il saxofono
e le tabla, vengono aggiunte note sonore europee ed indiane.
L’album “Persian Nights” propone melodie tradizionali
dei diversi gruppi etnici iraniani cantati in lingue persiana, curda,
azerbaigiana e gilaki. Con il suo stile di canto, nel quale si sente l’educazione
classica, Zohreh Jooya dà alla musica una nota europea.
La differenza tra i due mondi musicali è enorme. Jooya spiega che
nella musica afgana e persiana non esiste l’armonia ma che invece
la melodia ha un ruolo molto importante. Le scale musicali persiane, i
maquams, sono paragonabili alla musica gregoriana.
Si improvisa su una nota principale che poi si apre come un fiore. Zohreh
Jooya si sente sempre legata alla sua patria e le rincresce che l’interpretazione
fondamentalistica dell’islam proibisca alle donne di apparire in
scena. Tuttavia le sue esperienze in Europa sono più che positive,
precisa la cantante: ”qui il pubblico è aperto, la gente
si interessa molto alle musiche provenienti da altre culture.
Inoltre c’è una serie di organizzazioni che sostengono progetti
di musica del mondo”. La musica del mondo è per Zohreh Jooya
la musica del futuro. Contemporaneamente però fa riflettere :”la
musica che è semplicemente un miscuglio di tutto non mi piace.
In tutto quello che si fa ci deve essere una base sulla quale si possa
costruire. È uguale se poi il tutto prende una direzione moderna
o diventa uno sviluppo di una forma tradizionale.” |